Domus (parte due)
È il momento di tornare in pista con Domus! Si continua con la riscoperta della musica house, e spero davvero che possa piacervi tanto quanto sta piacendo a me. Bene... Iniziamo! 1974, Monaco di Baviera. Sotto l'hotel Arabella c'è il Musicland Studios. Niente finestre, puzza di birra e cavi. Giorgio Moroder, italiano di Ortisei con la barba, è stufo dei batteristi che arrivano tardi. Compra un Moog IIIp grande come un armadio e una Roland Rhythm 77. Non vuole suonare funk, vuole programmarlo. Mentre a New York ballano su archi veri, qui nasce la disco che non respira: tutta macchina, tutta notte. Donna Summer fa la cameriera e canta i demo per 25 marchi l'ora. Nessuno li ascolta in America. In Germania vendono 3.000 copie. È perfetto. Giorgio - Son Of My Father (1971) Primo singolo europeo fatto interamente con un Moog modulare – l'ha copiato da Chicory Tip ma l'ha reso più freddo. Moroder non sapeva suonarlo, chiamò un tecnico della BBC che gli programmò il riff no...