Il salto dello squalo (parte sei)
Benvenuti! Ormai siamo nel vivo della rubrica e... Ho ancora qualcosa da dire! Bene, ora continuiamo questa scoperta dei salti degli squali!
Laura Pausini – Simili (2015)
Undicesimo album pubblicato il 6 novembre 2015, a quattro anni da Inedito È il disco del messaggio universale: “siamo simili”. Eh sì mia cara Laura! Lo siamo davvero! Peccato che le canzoni siano tutte simili tra loro. Produzione laccata, testi da coach motivazionale (Innamorata, Ho Creduto a Me) duetti strategici. Ma come puoi scegliere di cambiare senza una direzione logica? Cambiare è corretto e sano! Ma Simili... Aiuto! È qualcosa di pasticciato con pochi elementi davvero validi. Artisticamente è stato il momento in cui Laura ha smesso di raccontare storie e ha iniziato a fare slogan. Da voce dell’anima a colonna sonora per video aziendali. Non è un insuccesso, è una resa elegante.
Tiziano Ferro – Il Mestiere Della Vita (2016)
Sesto album, uscito il 2 dicembre 2016. È arrivato dopo il coming out, il libro, e dopo la decisione di essere semplicemente libero, senza farsi imprigionare dal suo mestiere. Sarebbe dovuto essere il disco della libertà.
Invece qui Tiziano ha fatto Tiziano con il pilota automatico. “Potremmo Ritornare funziona così come Il Conforto, Solo È Solo Una Parola, ecc, ma il resto è un copia-incolla di ballate al pianoforte, mid-tempo con archi, testi che dicono tutto e niente. La produzione è perfetta, l’emozione è in modalità provino. È stato il disco in cui il mestiere della vita è diventato il mestiere di rifare sempre lo stesso disco, solo con un titolo più profondo. Per fortuna che poi si è ufficialmente ripreso con Sono Un Grande!
U2 – Songs of Experience (2017)
Quattordicesimo album, pubblicato l’1 dicembre 2017. Dopo il disastro di *Songs of Innocence che è stato regalato a forza su iTunes, gli U2 hanno provato la carta dell’intimità. Bono ha scritto lettere ai figli (You’re The Best Thing About Me) ai fan, a sé stesso. Il suono è moderno a forza di collaboratori giovani, ma puzza di vecchio. Il featuring con Kendrick Lamar sembra essere stato messo lì per far finta di essere attuali. Ha debuttato al #1 negli USA, poi è sparito dalle classifiche. Da band che cambiava il mondo a band che spiega il mondo ai figli con slide.
Red Hot Chili Peppers – I’m With You (2011)
Decimo album, uscito il 26 agosto 2011. Primo senza John Frusciante dal 1995, con Josh Klinghoffer alla chitarra. Le canzoni ci sono, il funk c’è, Flea e Chad suonano bene. Manca il fuoco. Frusciante non era un chitarrista, era la loro anima melodica. Senza di lui i Peppers suonano come una tribute band di sé stessi molto competente. The Adventures Of Rain Dance Maggie è un singolo che nessuno ricorda. Non è brutto, è peggio: è indifferente. Il salto dello squalo in californiano.
Justin Timberlake – Everything I Thought It Was (2024)
Sesto album in studio, pubblicato il 15 marzo 2024, a sei anni da Man Of The Woods Anticipato da Selfishe e dal ritorno degli *NSYNC in Paradise. Sarebbe dovuto essere essere il grande ritorno all’R&B dai tempi di Justified e FutureSex/LoveSounds. E invece è solo un album di 18 tracce e 77 minuti in cui Justin ha provato a fare tutto: falsetto anni 2000, funk, ballate, trap leggero. Il risultato è un disco lungo, dispersivo, senza un singolo vero. Debutta bene per inerzia, poi crolla nelle vendite e nella conversazione culturale. Non è l’uomo del bosco, è l’uomo che ha perso la bussola. Da innovatore a nostalgico di sé stesso.
A Martedì prossimo con la settima parte!!!!

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