Raffaella Carrà - Felicità Tà Tà (1974)


Quest'anno grandi dischi italiani compiono la bellezza di cinquant'anni e tra questi, c'è quello che io considero il migliore di Raffaella Carrà insieme ad Applauso.

Sto parlando di Felicità Tà Tà uscito nell'autunno del 1974. Analizziamo attentamente nei dettagli questo strano (in senso buono) ma interessante album.

Dopo il grande successo di Milleluci con Mina, nello stesso anno è stata chiamata a condurre l'ultima edizione di Canzonissima '74, e l'ha condotta interamente da sola e per giunta di Domenica pomeriggio.

Ma d'altronde poteva esistere un programma senza un album da promuovere? No! E giustamente la nostra signora dello spettacolo si è data da fare, per crearne uno.

Ma rispetto al passato, ci sono differenze decisamente importanti. Soprattutto perchè rispetto al passato, si è deciso di puntare maggiormente sugli inediti che sulle interpretazioni in italiano di vecchi successi, e il risultato è straordinariamente eccellente.

Il disco ricopre sonorità totalmente diverse ed inaspettate nel suo repertorio. Troviamo sonorità country-rock, disco, funk e pop che si mescolano benissimo con grande coesione e coerenza.

Ma ciò che colpisce maggiormente del progetto, sono senza dubbio le grandi differenze rispetto ai dischi precedenti. Qui ci sono innanzitutto solo inediti e niente cover, e nessuna canzone che ricorda un po' quelle degli esordi. Eccetto il brano iniziale dato che è una sigla di Canzonissima '74.

A questo progetto hanno preso parte diversi nomi importanti della musica italiana tra cui Shel Shapiro (ex cantante dei Rokes, e colui che è stato uno dei primi a portare il punk in Italia) Andrea Lo Vecchio, Guido Maria Ferilli che sono stati due grandi autori di molti pezzi famosi degli anni '70 per Roberto Vecchioni, Mina, e molti altri.

I testi delle canzoni parlano di indipendenza (sessuale e femminile) di emancipazione, di amore, e di crisi ed evasione fiscale.

Il progetto è stato presentato come ho già detto, durante Canzonissima di quell'anno e oltre alla sigla iniziale (brano scanzonato che parla della voglia di lasciarsi andare, con massima complicità e divertimento) Raffaella ha presentato anche la canzone di cui è sempre stata maggiormente fiera, e che le ha permesso di dare uno scossone al suo repertorio... Sto parlando di Rumore.

Questo pezzo (nato da un giro di basso e con una metrica breve, su cui è stato adattato un testo) è stato il primo esempio di disco music all'italiana, contaminato da sonorità rock, punk e pop.

Nella testo la protagonista dice che vorrebbe tornare al tempo in cui viveva ancora col suo compagno dal quale si è lasciata. Ma ci ripensa quasi subito perché ora sa di essere forte ed indipendente.

Eppure una sera (vittima dei suoi attacchi di ansia che percepisce come rumori) ha rimpianto questa decisione. Un'altra lettura del significato sta nel fatto che potrebbe riferirsi perlopiù ai desideri carnali.

Il brano ha avuto un successo pazzesco e ha venduto più di dieci milioni di copie nel mondo. Inoltre è stato tradotto anche in francese, spagnolo e inglese.

Troviamo anche Il Guerriero che è un divertente sfottò nei confronti di un motociclista sbruffone che viaggia per la città, spaventando tutti con il forte rumore della sua moto. Ma successivamente questo sbruffone è stato appiedato, ed è una sorta di lezione sul karma se vogliamo.

Nei pezzi troviamo forti accenni di femminismo (Tabù, Sì Ci Sto!, Scordalo Ragazzo Mio, Rumore) e forti accenni all'amore (Prima Di Dormire) che ben si bilanciano all'interno del disco.

Questo disco ha ottenuto un grandissimo successo sia in Italia che all'estero (soprattutto in Spagna) e ha conquistato diversi dischi di platino ed ha venduto mondialmente più di dieci milioni di copie.

Il pubblico ha apprezzato moltissimo questo cambio qualitativo, e le ha dato inoltre maggiore credibilità come interprete e cantante. Rispetto al passato, qui la sua voce era decisamente più dinamica, riconoscibile e ha regalato interpretazioni da urlo.

So che per molti fa ridere il fatto che Raffaella Carrà possa aver fatto degli ottimi dischi ma questo album, è uno dei migliori degli anni '70 in Italia per sonorità, atmosfere ed interpretazioni.

E vi consiglio caldamente di ascoltarlo, mettendo da parte i pregiudizi. Ma ora, prima di passare alle canzoni migliori, vi svelo due curiosità decisamente divertenti.

Iniziamo con Rumore: prima ho nominato la demo... Ebbene sì, prima di Raffaella, questo pezzo è stato inciso da Donatella Moretti.

Tuttavia, il direttore della casa discografica (Alfredo Cerruti) ha preferito cedere il pezzo proprio a Raffaella. Avendo intuito il potenziale, ha deciso di inciderlo ma non è stato tutto così facile. La tonalità del pezzo era di tre toni più alti rispetto alla sua voce, e nonostante le richieste di abbassare la tonalità, questa richiesta non è stata accolta.

Nonostante le evidenti difficoltà vocali, il pezzo è diventato comunque un successo dopo l'incisione. Ma Donatella Moretti ha fatto causa alla casa discografica, per aver usato la demo del pezzo nei punti in cui la voce della signora Pelloni, non è riuscita ad arrivare alle note altissime.

Non sappiamo come si è risolta la situazione, ma questa è stata una vera magagna. Negli anni l'ha sempre cantata in playback e dopo averla re-incisa nel 1999, ha imparato a farla anche dal vivo seppur con alcuni aiuti.

La seconda curiosità riguarda la copertina. Nella prima versione, Raffaella era seduta per terra con le gambe scoperte con indosso un maglione di lana. Tuttavia le hanno chiesto di coprirsi poichè secondo loro l'immagine, era troppo scandalosa per dei bambini a cui spesso veniva associata.

Ha rifatto il servizio fotografico col passamontagna rosso, esclamando:"Vediamo se adesso mi dicono che sono troppo coperta!" Inoltre il titolo ha un forte richiamo nipponico, per via del font usato. E anche per questo era decisamente avanti.

Canzoni migliori: Rumore, Sì, Ci Sto!, Tabù, Prima Di Dormire, Quando Dico Di No, Il Guerriero, Scordalo Ragazzo Mio, Superman, Troppo Ragazzina.

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