Al mio paese: il Sud in cartolina
Sta scoppiando un putiferio ormai da settimane ed è legato alla musica italiana e in particolare a tre nomi: Serena Brancale, Levante e Delia. Le tre artiste in questione hanno lanciato lo scorso 3 Aprile, un duetto intitolato Al Mio Paese... Eppure non sta ottenendo l'effetto sperato, anche se comunque se ne sta parlando. Ma perché? Perché questo casino? Scopriamolo!
Serena Brancale non ha mai fatto mistero delle sue origini pugliesi (come Levante e Delia ha sempre rivendicato con orgoglio il fatto di essere del Sud) e ha sempre portato un po' della sua terra nella sua musica.
L'anno scorso ci ha provato con Anema e Core a Sanremo e il successo è stato immediato. Dopo la canzone sanremese di quest'anno (Qui Con Me) ha deciso di puntare ad una canzone più spensierata in vista dell'uscita del suo album Sacro.
Fin qui tutto bene: siamo vicini all'estate, una canzone estiva visto il periodo direi che ci sta! Svagare per tre minuti non uccide nessuno.
Però quella che effettivamente doveva essere una sorta di festa e di celebrazione del Sud, ha sortito l'effetto contrario: sta dando fastidio proprio agli abitanti del Sud... E ora ci arrivo.
La canzone è una lettera ai fuorisede. Nel ritornello semplice che è quasi quasi filastrocca loro tre cantano: "Incominciano le ferie / quando torno al mio paese / le madonne nelle chiese / con le luci sempre accese / le signore sulle sedie". Nel video di Marco Braia ci sono processioni, tavolate, piazze piene. Niente inchiesta, solo memoria.
Proprio questo aspetto ha dato fastidio. La canzone è diventata virale e molti utenti hanno definito la canzone come un'autentica cafonata di cattivo gusto, con pregiudizi stupidi e vecchi sul Sud.
Addirittura hanno accusato le tre artiste di vivere in una sorta di realtà inesistente, perché i luoghi da loro descritti non sarebbero affatto così. Hanno accusato il trio di aver dimenticato di parlare dei problemi di queste regioni, dei ragazzi che vanno via, e di tutte le cose che spiacevoli che purtroppo non vanno.
In sintesi sono state definite superficiali, fantasiose e completamente distaccate dalla realtà. Accusate di offrire un'immagine non corrispondente alla realtà che sembra più come una cartolina: solo un'immagine e niente più.
Tra le tante persone che hanno espresso il proprio parere troviamo anche Dario Accolla che l'11 Aprile ha detto la sua. In sintesi ha difeso la canzone (pur ammettendo di non apprezzarla) dicendo che un tormentone estivo deve essere preso per quello che è, e che non deve per forza mettere in mostra ciò che non va.
Anche Serena Brancale ha detto la sua:"Sono polemiche inutili. Il Sud è pittoresco, colorato, pieno di luoghi comuni. E io li adoro. Le signore sulle sedie sono poesia. Se mi togli quelle immagini, mi togli una parte di me. Io sono una fuorisede e lo dico e quanto mi manca il Sud. È una canzone semplice dedicata a tutti i fuorisede... È piena di luoghi comuni, sono immagini che ricordo e che mi mancano. Quella roba lì sono immagini che ti riscaldano il cuore".
All Music Italia difende le tre artiste dicendo:"Pretendere che Al mio paese si faccia carico anche di tutto questo significa chiedere alla canzone qualcosa che non le appartiene. Il brano non nasce come reportage. Nasce come evocazione."
In tutta questa polemica (definita come una cafonata scritta da tre donne ricche che ignorano i problemi del Mezzogiorno) c'è anche qualcosa di decisamente ironico, che è diventato virale.
Infatti molti utenti hanno notato (tra cui il sottoscritto) una somiglianza con la canzone Rio Casa Mia. Se vi ricordate la pubblicità martellante di quasi vent'anni fa con queste signore indiane che ballavano e cantavano questa canzone (che poi è diventata un tormentone) allora sapete di cosa sto parlando.
La somiglianza è diventata talmente virale che ha suscitato meme (anche da parte mia) che sottolineano la somiglianza. Serena Brancale tuttavia ha detto di essere onorata di questa cosa, e ha preso questa faccenda con la massima ironia... Ha addirittura cantato una versione a capella di questo jingle pubblicitario. Praticamente il multiverso!
Alla fine com'è che si dice: nel bene e nel male, purché se ne parli. E io onestamente vorrei aggiungere la mia modesta opinione.
Ora, io posso capire che un testo possa dare fastidio, che possa non piacere la canzone (cosa più che sacrosanta direi) però io dico: abbiamo parecchi problemi, ogni giorno ci sono almeno duecento cose che non vanno (e forse anche più) e ora dobbiamo attaccarci ad una canzone?
Una canzone estiva non deve necessariamente parlare di cose brutte... Anche perché parlarne, certamente non manda via ciò che non va. È giusto sensibilizzare argomenti? Farsi sentire e usare la propria voce? Certo!!! Nessuno lo mette in dubbio!
Però è anche vero che abbiamo già parecchie canzoni che parlano di ciò che non va. Se una volta all'anno escono canzoni spensierate che ci distaccano un po' dalla realtà quotidiana, che male c'è? Non è che dobbiamo vivere solo di dramma!
E sono anche sicuro che tutte e tre loro sono consapevoli che nel Mezzogiorno ci sono cose che non vanno... Solo perché sono ricche non significa che siano ignoranti o distaccate dalla realtà.
Alla fine siamo vicini all'estate! Nessuno dice di non parlare o di ignorare i problemi! Questo no! Però... Se per un po' possiamo spegnere i pensieri e divertirci, che male c'è? Io da pugliese non sono affatto offeso da questa canzone.
Impariamo a divertirci e a dosare le polemiche in maniera migliore!

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