Mondiali in musica: inni d'estate (parte uno)


Buonasera! Oggi vi presento una nuova rubrica che è legata all'evento sportivo più importante dell'anno: i Mondiali. Come ben sappiamo si svolgono ogni quattro anni, e hanno una parte che a me interessa: la musica.

Sappiamo infatti che ogni edizione è stata accompagnata da diversi inni ufficiali (alcuni sono passati alla storia, altri no) e che questi inni hanno finito per ottenere più successo dei Mondiali stessi.

Oggi ripercorreremo la storia di come è nata questa idea di introdurre la musica in questa competizione calcistica, e parleremo di alcune canzoni che sono state usate nel corso degli anni. Bene! Iniziamo!

Le canzoni dei Mondiali di calcio sono nate proprio con la televisione. Fino alla fine degli anni Cinquanta infatti,  il torneo non aveva una musica ufficiale ma solo inni nazionali e marce da stadio. La tradizione è iniziata con l'edizione del 1962 in Cile: da quel momento ogni Mondiale ha iniziato ad avere la propria canzone ufficiale.

All'inizio erano brani pensati per il Paese ospitante, trasmessi dalle radio locali per accompagnare l'evento. Con l'arrivo delle dirette televisive globali la FIFA ha capito il potenziale di un suono riconoscibile.

Per questo motivo le canzoni sono state adottate ufficialmente per riscaldare il prepartita, per accompagnare i campionati durante l'evento e come promemoria ricordo degli eventi, nonché per le campagne pubblicitarie più importanti per la Coppa del Mondo.

La svolta pop è arrivata con Italia 1990. Da quel momento la canzone del Mondiale ha smesso di essere un inno locale ed è diventata un successone internazionale, pensata per restare oltre il torneo.

Da quel momento la formula ha iniziato a stabilizzarsi. Infatti i brani scelti sono di solito multilingue, con la lingua ufficiale del Paese organizzatore ossia l'inglese e altre lingue del mondo, in particolare lo spagnolo, e con versioni cover affidate ad artisti locali in tutto il pianeta.

Nata come jingle da stadio, la canzone dei Mondiali è diventata così la colonna sonora collettiva di un'estate intera. Ed oggi ne porterò almeno due... Giusto per rinfrescarvi la memoria

Anastacia - Boom (2002)

Siamo nella 17ª edizione del Campionato mondiale di calcio. Essa si è svolta tra la Corea e il Giappone tra il 31 Maggio e il 30 Giugno 2002. Anastacia stava ottenendo un successone pazzesco in gran parte del mondo (eccetto gli Stati Uniti) ed era fresca fresca dalla pubblicazione dell'album di successo Freak Of Nature, con canzoni come Paid My Dues, ecc. Tuttavia la scelta fece molto scalpore perchè lei non è mai stata una grande appassionata di calcio, e oltretutto hanno perfino messo in piedi una petizione per non farle cantare l'inno perchè non è coreana. Tuttavia nonostante questo spiacevole episodio, Boom ha avuto successo soprattutto in Europa (in gran parte in Italia) ed è diventata una delle sue canzoni di maggior successo. MTV Italia del 2014 l'ha nominata la canzone dei Mondiali preferita dagli italiani, il che non stupisce perchè Anastacia è sempre stata amata in Italia. Che bei ricordi! Vabbè non abbiamo vinto ma almeno Anastacia ha spaccato.

Los Ramblers - El Rock Del Mundial (1962)

È ufficialmente il primo inno dei Mondiali, uscito nel 1962 per la 7ª edizione del Campionato mondiale di calcio, che si è svolta in Cile. Non c'era ancora un un inno ufficiale FIFA, non c'erano sponsor globali, non c'era MTV. C'era un paese che provava a rialzarsi. Due anni prima, nel 1960 c'è stato il terremoto di Valdivia che ha raso al suolo metà Cile. Il Mondiale del 1962 doveva essere la festa della ricostruzione, e serviva una colonna sonora che facesse ballare uno stadio intero. È arrivato da Viña del Mar, Jorge Rojas Astorga il quale ha scritto un twist rock and roll semplice, diretto e con la batteria che pestava come un coro da curva. La voce è di Germán Casas, cantante principale dei Los Ramblers, gruppo della Nueva Ola cilena. La canzone è stata presentata al Festival di Viña del Mar 1962, e tre settimane prima del calcio d'inizio è uscito il 45 giri 7" per CRC/Odeón. Due minuti di chitarre pulite, mani che battono, un ritornello che puoi cantare anche se non sai una parola di spagnolo. È stato il primo rock and roll cileno a diventare un inno popolare, e la FIFA lo ha poi ufficialmente riconosciuto come il primo brano musicale dedicato a un Mondiale. Fu un caso nazionale. Questa canzone ha venduto oltre un milione di copie (il primo disco cileno a riuscirci) ed è rimasta in rotazione fino al 1967. In campo il Cile è arrivato terzo, ed è stato il miglior risultato della sua storia. La vittoria invece è stata del Brasile con Garrincha come campione. Fuori dal campo, quel 45 giri ha iniziato a girare in tutte le case. Incredibile come una canzone sia riuscita a far nascere questa bellissima tradizione!

Bene, come inizio direi che può bastare. Vi aspetto Lunedì prossimo con la seconda parte!!!

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