Domus (parte quattro)
La serata della musica house è tornata! Domus torna ufficialmente con una quarta parte, ed è ora di continuare ad immergersi in questo meraviglioso mondo della musica house! Bene... Iniziamo!
12 luglio 1979, Comiskey Park, Chicago. Un DJ radiofonico fa esplodere una cassa di dischi disco in mezzo a una partita di baseball. 50.000 persone urlano "disco sucks". In radio la disco muore.
La stessa notte, a tre miglia di distanza, al Warehouse al 206 S. Jefferson, Frankie Knuckles mette un disco di Moroder rallentato con una drum machine sopra. Non c'è nessuno a guardare, solo gente nera e gay che non ha più un posto. Non la chiamano disco. La chiamano house, come il club.
Jesse Saunders - On And On (1984)
Primo disco stampato con scritto "house music" in etichetta. Jesse lo fece perché al Warehouse gli rubavano le cassette e così mise la sua traccia su vinile. Usò una Roland TR-808 comprata a rate e un basso preso da un disco dei Player One. Ne pressò 500 copie a mano, le vendeva dal bagagliaio. Sulla prima stampa c'è un salto a 2:14 perché lo stampatore sbagliò la temperatura. I DJ lo cercavano proprio per quel difetto. Capite quanto sia culturalmente importante questo genere?
Jamie Principle & Frankie Knuckles - Your Love (1984/1986)
Scritta nel 1982 su una cassetta TDK da Jamie, un impiegato, per una ragazza. Frankie la suonava al Warehouse per due anni senza che nessuno sapesse il titolo – la gente la chiamava "the baby track". Quando uscì nel '86, la voce era stata riregistrata perché la cassetta originale era stata mangiata dal sole sul cruscotto dell'auto di Frankie. Se ascolti bene, senti il fruscio dell'autoradio sotto il synth. Il genio.
Chip E. - Like This (1985)
Chip aveva sedici anni e rubò la TR-909 del padre, un batterista jazz che la odiava. Registrò in camera sua con un microfono rotto, per questo la voce sembra telefonata. È il primo disco house a entrare in classifica a Chicago (vendette 3.000 copie solo al Imports Etc.) Sul lato B c'è la versione "No Vocals" perché il cantante non si presentò in studio. I DJ la usavano per mixare due copie insieme e fare l'edit live.
Marshall Jefferson - Move Your Body (1986)
Marshall lavorava alle poste e scrisse il piano in pausa pranzo su una tastiera Casio da 50 dollari. La chiamò "The House Music Anthem" perché era stufo che la gente dicesse che la house non aveva musica. La cantante è sua amica Michelle, pagata con una pizza. La Trax Records la stampò senza pagarlo – gli diede 5 copie come compenso. Oggi quelle 5 copie valgono 2.000 dollari l'una. Il piano a 1:03 è fuori tempo di 3 millisecondi – è l'errore che lo rende umano.
Phuture - Acid Tracks (1987)
DJ Pierre comprò una TB-303 per 40 dollari perché pensava fosse un basso normale. La notte provò a programmarla ubriaco e uscì quel suono che sembra un acido che frigge. Ron Hardy al Music Box la suonò quattro volte di fila e la gente impazzì (la chiamavano "the track that makes you trip without drugs".) La Trax la stampò con l'etichetta marrone sbagliata (era per un disco gospel). Ne esistono meno di 300 originali. Senza questo errore, non ci sarebbe techno, trance, rave.
Bene... La musica house continua e vi aspetta Giovedì prossimo con la quinta parte!!!!

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